Vincita totocalcio mai pagata


Lavvocato Guglielmo Boccia, legale di Scialpi, è invece fiducioso quando parla al telefono da Martina Franca: «Siamo sereni perché iniziamo a vedere la fine di un percorso lungo decenni e abbiamo fiducia nella giustizia: solo così si spiega la tenacia di Scialpi che.
Nei motivi del ricorso, lo scommettitore, privato di una vincita che oggi equivale a più di 10 milioni di euro, fa presente che la ricevitoria in cui fu giocata la schedina è risultata non autorizzata in virtù di autorizzazioni e cessioni false sia nella firma.
Quando Scialpi controllò alcuni giorni dopo l'elenco ufficiale dei vincitori, si accorse che il numero della sua schedina non c'era, la matrice non era stata consegnata dalla ricevitoria.Così la procedura per ottenere la vincita si è inabissata in una serie di interminabili atti giudiziari."Per avere.
"Presso la ricevitoria - osservano i legali di Scialpi - vi era un vuoto gestionale che faceva venir meno il rapporto giocatore-ricevitore e successivamente ricevitore-Coni, ma creava automaticamente un rapporto tra il giocatore Scialpi e il Coni-Totocalcio di Bari".Da allora, però, si è aperto un contenzioso col Coni che si trascina ancora oggi.Nell'ambito di un processo civile per responsabilità contrattuale avviato da Scialpi nei confronti del Coni, il giudice Salvati ha disposto l'ordinanza che prova a scrivere la parola fine sulla vicenda, chiedendo alle parti di cercare un accordo entro il 10 febbraio, giorno tagli corti dietro e lunghi davanti in cui sono.Il tentativo di conciliazione avverrà entro il 10 febbraio prossimo, giorno in cui sono convocati Martino Scialpi, il suo avvocato Guglielmo Boccia, gli avvocati del Totocalcio e il presidente del Coni Giovanni Malagò.E allora Scialpi saprà se deve rassegnarsi o può ancora continuare a sognare.Dopo 14 anni nulla è cambiato.Il commerciante ambulante di Martina Franca giocò una schedina vincente, 800 milioni di lire dellepoca, mica noccioline.Il giudice Federico Salvati del Tribunale civile di Roma, infatti, ha disposto unordinanza con cui chiede alle parti di avviare una trattativa in considerazione dellobiettiva incertezza dellesito della lite.Champions league, juve, leliminazione più dura, immagini.Il signor Scialpi è sempre uscito soccombente da tutti i giudizi intentati al Coni».Tutta colpa di una lunga e complicata serie di eventi che parte dalla «sparizione» della matrice della sua schedina vincente."Dinanzi a tale provvedimento, che costituisce un fatto nuovo, da parte nostra vi è un moderato ottimismo - spiega l'avvocato Boccia - affinché la questione possa trovare un'effettiva soluzione.Leggi i contributi aside shadow, corriere della Sera, il talento dellaspirapolvere, lO scenario.Quindi, per i legali, vi sarebbe "la piena responsabilità" del Coni "come previsto dalla normativa".Il montepremi è stato assegnato 28 anni.Gli appassionati di calcio e gli scommettitori se lo ricordano bene, il caso del 13 al Totocalcio giocato nel 1981 e mai riscosso da Martino Scialpi ha fatto storia.«Una vita rovinata intanto sono stati indagati, con laccusa di aver prodotto documenti falsi, lavvocato Luigi Condemi del Coni, lavvocato Enrico De Francesco di Taranto e lex responsabile Coni per la zona di Bari Mario Bernacca.Quella domenica, 1 novembre 1981, la Roma vinse a Torino con la Juve, il Milan perse a Catanzaro, l' Inter fu bloccata in casa dal Genoa, in serie B ci furono altri risultati a sorpresa.La matrice della giocata vincente, infatti, non è mai arrivata allarchivio corazzato del Totocalcio, da qui laccusa per truffa al giocatore e un processo per truffa da cui luomo è uscito completamente scagionato.Il ministero delle Finanze e il Coni si sono sempre rifiutati di pagare perché sostengono che la matrice della schedina non sia mai arrivata all'archivio corazzato del Totocalcio.Perché cè un problema anche per quanto riguarda il posto in cui luomo ha comprato la schedina.


[L_RANDNUM-10-999]
Sitemap